l'arte Marziale la cui teoria rifugge l'uso della Forza contro la Forza

Tai Chi Chuan
Storia e Discendenza
Storia del Tai Chi Chuan Tai Chi Chuan, spesso trascritto in Taiji Quan, è uno dei più alti livelli di arte marziale e pratica per la salute. Tai Chi Chuan è spesso tradotto in “pugilato del principio supremo” o anche “pugilato della suprema polarità”, in riferimento a quello che gli antichi pensavano riguardo i suoi benefici. Oggigiorno il Tai Chi è presente in diverse varietà di forme – tutte con il nome dell famiglia da cui sono originate. A seconda delle tue preferenze, il tuo Tai Chi potrà essere Chen, Yang, Wu, Sun, Hao oppure qualche stile meno conosciuto. Il Tai Chi della famiglia Yang è il più popolare nel mondo. Il Tai Chi della famiglia Chen attualmente è di moda tra i praticanti di wushu in Cina e tra coloro a cui piace combinare movimenti veloci e lenti. Anche se meno conosciuti, gli altri stili hanno ancora appassionati in tutto il mondo. Originariamente il Tai Chi Chuan non aveva etichette di famiglia. Era semplicemente Tai Chi. Tutti facevano la stessa forma e pratica. I praticanti seri di Tai Chi iniziavano con varie posture di meditazione prima di iniziare qualsiasi forma in movimento. Le forme in movimento erano comunque l’ultimo aspetto insegnato nel Tai Chi. Con una storia che conta più di 1500 anni, il Tai Chi Chuan è da considerare come una delle più antiche documentate arti marziali al mondo. Durante il periodo Liang (502-557 DC) della dinastia del nord e sud della Cina, il Tai Chi era già menzionato. Un comandante militare, Cheng Ling-Xi, amava così tanto il Tai Chi da incoraggiare i suoi soldati alla pratica. Infatti, usavano le sue tecniche di combattimento a mani nude per difendere con successo il loro territorio militare. Cheng scrisse saggi documentando i successi dei suoi soldati per mostrare l’efficacia marziale del Tai Chi Chuan. Diverse generazioni dopo nella famiglia Cheng, Cheng Bi, uno studioso della Corte Imperiale, scrisse che il Tai Chi esisteva ancor prima del suo illustre antenato militare, Cheng Ling-Xi. Durante la dinastia tang (618-907), anche un praticante di arti marziali chiamato Xu Xin Ping menzionava la sua conoscenza del Tai Chi. Lui lo chiamava Tai Chi Kung, usando la parola Kung piuttosto che Chuan. Xu apprese la sua arte marziale da Yu Huan-Zi. La forma che Xu apprese era chiamata la forma 37, che era simile alla forma di Tai Chi del secolo passato di Cheng Ling-Xi. Xu trasmise il suo sapere alla famiglia Song. Song Yuan-Qiao, che visse durante la dinastia Ming (1368-1644), era studente della 14° generazione di Xu. Song Yuan-Qiao, che era uno studentedi Tai Chi di Zhang San-Feng, scrisse un famoso saggio sul Tai Chi chiamato “Il Tai Chi Kung dei Song”. Lui riportò, “Le persone che apprendono ora non dovrebbero dimenticare le origini storiche del Tai Chi. Prima del mio tempo le persone che appresero il Tai Chi Kung discendevano dall’insegnate della dinastia Tang, Xu Xin-Ping. Egli mi tramandò attraverso 14 generazioni. Attraverso queste 14 generazioni, la conoscenza fu perduta e riscoperta. Il Maestro Xu era del sud della Cina (a sud del fiume Yangzi) della montagna Zi Yang, distretto Huizhou, provincia Anwei. Il Maestro Xu visse solo in una capanna sul fianco a sud della montagna. La sua altezza era di 7 piedi e 6 pollici (2 mt e 28 cm) della misurazione antica dei Tang. I suoi baffi arrivavano al suo ombelico. La sua barba sino ai suoi piedi. Quando camminava era così veloce come un cavallo in corsa. Ogni volta che trasportava legna da ardere alla città per venderla lui cantava. Trasportava legna da ardere per venderla al mattino presto, ritornava con il vino alla sera. Se vuoi sapere dove vive, è in alto tra le nuvole in un’area verde.” Il Tai Chi Kung di Xu era chiamato 37 per il numero di movimenti. Visto che i movimenti erano continui e scorrevoli, era anche chiamato Chang Chuan (pugno lungo). All’interno della forma di Tai Chi c’erano alcune delle tecniche oggi più popolari. Essa includeva: muovi le mani come una nuvola; suona il violino; passo in avanti, para, pugno; frusta singola; respingere la scimmia; spazzolare il ginocchio; passo avvitato; la dama lavora alla spola; una forte pacca al cavallo; salire per cavalcare una tigre; afferrare la coda dell’uccello; ed altri. La somiglianza tra questi ed altri movimenti nella forma di Xu e la forma moderna di Tai Chi della famiglia Yang verifica l’era del nostro Tai Chi. Secondo Song Yuan-Qiao, quando le persone praticavano Tai Chi, loro facevano solo un movimento alla volta. La forma 37 non aveva ne un inizio ne una fine. Essa poteva iniziare da un qualsiasi dei suoi 37 movimenti. Il movimento di gambe era concepito in accordo alla filosofia cinese dei cinque elementi – metallo, legno, terra, acqua e fuoco. C’era un’altra persona durante la dinastia Tang che si diceva fosse un maestro di Tai Chi. Il suo nome era Li Baozi. Lui chiamò il suo Tai Chi Chuan pugno lungo o pugno predivino. Il Tai Chi odierno affonda le sue radici durante il regno Mongolo della dinastia Yuan (1271-1368) con uno studioso chiamato Zhang San-Feng. Zhang lasciò il suo lavoro di funzionario del governo per divenire eremita e studiare per la longevità. Si stabilì in un’area remota del monte Hua nella provincia dello Shaanxi. Un giorno un monaco taoista chiamato Huo Long Zhen Ren (l’uomo del vero fuoco del drago) visitò Zhang. Su richiesta di Zhang, il prete lo portò al suo tempio per insegnargli i principi Taoisti. Zhang apprese le tecniche per la salute taoiste della longevità, includendo il Tai Chi Chuan. Zhang infine si recò sul monte di Wu Tang (Wu Dang), nella provincia di Hubei, Cina, dove insegnò il suo Tai Chi iniziale ad altri monaci Taoisti. Al tempo in cui Zhang studiava con il monaco del fuoco, aveva 67 anni. Quando arrivò sulla montagna di Wu Dang era oltre i 70 anni. In quel periodo, i monaci taoisti viaggiavano attraverso le campagne della Cina, usando l’arte marziale come difesa personale quando necessario. Siccome Zhang era già un uomo anziano, si rese conto che non avrebbe avuto alcuna possibilità usando un’arte marziale convenzionale contro giovani avversari, i quali sono più veloci e più forti. Per compensare questa situazione, Zhang sviluppò una teoria che lo rendeva imponente come uno qualsiasi dei suoi giovani avversari. La sua soluzione conteneva quattro basilari principi, ora parte integrante del Tai Chi Chuan. Il primo principio è quello di usare sempre la calma contro l’azione (calma contro emotività). Il secondo richiama all’uso del morbido contro il duro (l’essere rilassato contro il teso). Il terzo principio è lentezza contro la velocità (precisione contro il muoversi con fretta), e il quarto, il singolo contro l’insieme (una tecnica può sconfiggerne molte). Zhang disse che se il combattimento non includeva questi quattro principi, non era da considerarsi il combattere del Tai Chi. Nella discendenza del Tai Chi la successiva persona era Wang Zong-Yue, uno studente di uno studente di Zhang San-Feng. L’insegnante di Wang era anche un monaco Taoista. Wang Zong-yue era sia un esperto di Tai Chi che uno studioso di scritti sulla teoria del Tai Chi. Da Wang derivarono due ramificazioni del Tai Chi, una chiamata lo stile del nord e l’altra lo stile del sud. Il Tai Chi dello stile del nord fu tramandato nella dinastia Qing, durante il periodo dell’impero Kangsi (1662-1722), ad un uomo chiamato Jiang Fa. Jiang Fa preparava il tofu nello Xian, nella provincia dello Shaanxi. Sua madre viveva nello Hunan. Quando fece la sua prima visita nello Hunan per vedere sua madre, passò per il villaggio della famiglia Chen – Chen Jia Go. Molte persone in quel villaggio praticavano il Pow Chui (pugno cannone), un’arte marziale simile allo Shaolin giunta alla famiglia Chen dalla dinastia Ming. Jiang Fa notò che i movimenti del loro Pow Chui erano rigidi e tesi. Sorridendo, si domandò perché necessitavano di così tanta brutale forza. Sfortunatamente, le persone del villaggio Chen pensavano che il sorriso fosse un insulto alla loro arte marziale. La reazione di Jiang Fa attirò l’attenzione di un forte, muscoloso uomo chiamato Chen Chang-Xing (1771-1853). C’era una regola allora che a nessuno era permesso di creare disturbo quando le persone praticavano un’arte marziale. Jiang comprese dalla reazione degli abitanti del villaggio che c’era qualcosa che non andava. Chen Chang-Xing era infuriato, così si incalzò Jiang cercando di prenderlo. Gli afferrò la parte superiore del braccio con una mano. Jiang ruotò e si liberò senza alcuna difficoltà di Chen, che cadde al suolo tre metri dietro. Chen comprese immediatamente la superiorità di Jiang. Si sollevò e si inchinò, dicendo: “Maestro, sono contento della tua venuta.”. Quindi invitò Jiang a casa sua e gli chiese di divenire suo discepolo. Jiang, comunque, aveva fretta di andare a visitare sua madre. Ma vedendo che Chen era davvero sincero, Jiang gli promise che sarebbe tornato entro tre anni e che lo avrebbe accettato come discepolo. Chen chiese a Jiang cosa avrebbe dovuto praticare durante questi anni. Jiang gli ordinò di sollevare delle rocce e accumularle in una pila ogni giorno. Ogni notte avrebbe dovuto rompere dei rami di alberi e metterli in una pila separata. Entro tre anni Jiang sarebbe tornato, aspettandosi di vedere delle pile giganti. Se non ci fossero state delle grandi pile di rocce e tronchi, Jiang non avrebbe insegnato a Chen le sue tecniche di combattimento del Tai Chi. Che seguì fedelmente le istruzioni di Jiang. Dopo tre annic’erano due enormi pile di rocce e di rami d’albero. Quando Jiang ritornò disse a Chen che gli aveva fatto accumulare rocce per liberare il suo corpo dalla rigidità nelle anche e nei fianchi. Questo era causato dalla troppa pratica esterna. Il raccogliere i rami d’albero serviva per rendere la parte superiore del corpo di Chen più flessibile. Soddisfatto , Jiang insegnò a Chen il Tai Chi Chuan. Agli altri abitanti del villaggio Chen non piaceva che Che Chang-Xing praticasse ed insegnasse l’arte marziale di qualcun altro, così gli proibirono di insegnare lo stile Pow Chui dei Chen. Gli fu solo permesso di insegnare il Tai Chi appreso da Jiang, mescolandolo con alcuni movimenti del pow chui. Il Tai Chi dei Chen è cambiato poco attraverso i secoli. Mentre nuove forme sono state sviluppate, i principi dello stile sono rimasti gli stessi. Il Tai Chi della famiglia Yang, il più popolare tra gli stili di Tai Chi nel mondo, ha le sue radici nel Tai Chi Chuan della famiglia Chen. Yang Lu-Chan (1799-1872) era nativo della provincia di Hebei. Lui ed un suo amico, Li Bai-Hui, portarono dei doni in soldi e cibo per il privilegio di studiare sotto Chen Chang-Xing. Il continuo mal di stomaco di Yang avrebbe ottenuto grandi benefici attraverso il Tai Chi. Li, che aveva una malattia polmonare, voleva gli stessi benefici. Ma ne l’uno ne l’altro avevano in mente l’arte marziale quando intrapresero il viaggio per il villaggio Chen. Entrambi studiarono diligentemente per diversi anni, specialmente Yang, il quale decifrò molti segreti del Tai Chi. Quando entrambi ebbero completato la loro formazione, Li andò nella provincia dello Shaanxi, dove fu invitato per insegnare. Lui continuò ad enfatizzare una pratica per la longevità e per la salute. Yang Lu-Chan tornò nella provincia dell’Hebei, dove ebbe molti studenti. Uno degli studenti di Yang, Wu He-Qing (anche conosciuto come Wu Yu-Shan, 1812-1880) creò il suo stile. Il secondo figlio di Yang Lu-Chan, Yang Ban-Hou, insegnò gran parte del suo Tai Chi a Wu. Wu, il quale era sempre molto rigido e teso, incolpò Yang Lu-Chan e suo figlio di mantenere tutti i segreti, invece di ammettere di avere limitate abilità. Il risultato fu che Wu lasciò i suoi insegnati della famiglia Yang per imparare direttamente da Chen Chang-Xing. Siccome Chen aveva 82 anni, mandò Wu nella città di Jao Bao per studiare con un parente, Chen Qing-Ping (1795-1868), che insegnava una forma di Tai Chi chiamata il Nuovo Tai Chi. Chen Chang-Xing morì l’anno seguente. Wu He-Qing studiò solo un mese in Jao Bao. Più tardi scrisse di aver imparato ogni segreto del Tai Chi in quel mese. Lui insegnò il Tai Chi a suo nipote, Li Yi-Yu (1832-1892), il quale a sua volta insegnò a Hao Wei-Zhen (1849-1920). Lo stile Wu che Hao imparò è talvolta chiamato lo stile Hao. Questo non è lo stesso stile Wu oggi praticato. Hao lo trasmise a Hao Yue-Ru (1877-1935) e Sun Lu-Tang (1860-1932), il quale fondò l’odierno stile Sun. Yang Lu-Chan portò i suoi figli, Yang Ban-Hou (1837-1892) e Yang Jian-Hou (1839-1917), a Pechino e realizzarono il Tai Chi della famiglia Yang un grande nome nelle cerchie locali di arti marziali. Yang Jiang-Hou ebbe due figli, il più anziano era Yang Shou-Hou, che imparò tutti i segreti del Tai Chi della famiglia Yang sia da suo padre che da suo zio. Il più famoso insegnante della famiglia Yand, Yang Cheng-Fu (1883-1936), era il fratello più giovane di Yang Shou-Hou. Lui apprese il suo Tai Chi da suo padre e il suo fratello più grande. Yang Cheng Fu e il suo studente, Che Wei-Ming, diffusero il Tai Chi attraverso la Cina. Yang Cheng-Fu divenne infine il più famoso insegnante di Tai Chi dei tempi moderni. Suo fratello, Yang Shou-Hou, era conosciuto come un eccellente combattente, ma era così duro con i suoi studenti da non raggiungere mai la popolarità di Yang Cheng-Fu. Nel frattempo, tre guardie della sicurezza dell’imperatore divennero discepoli di Yang Ban-Hou. Tutti e tre erano mancesi che vivevano in Beijing nella dinastia Qing. I loro nomi erano Leng Shan, Qian Yo e Wan Chun. Ognuno ricevette un terzo delle specialità di Yang Ban-Hou. Leng Shan imparò il gong jing o l’energia dura e forte. Qian Yo ricevette l’energia morbida dissolvente chiamata ro jing. Il terzo studente, Wan Chun apprese il hua jing o energia neutralizzante. Apprendendo il morbido o ro jing, Qian Yo (1834-1902) insegnò a suo figlio, Wu Jiang Quan (1870-1942), il quale per comodità adottò il cognome Wu per insegnare ai cinesi Han. Qian Yo è accreditato come il fondatore dell’odierno stile Wu. Lui prese la forma originale Yang del piccolo cerchio, anche conosciuta coma la forma veloce, e la modificò in lenti, morbidi e piccoli cerchi in stile Tai Chi Wu.